Quelliche.net Il portale italiano del calcio http://www.quelliche.net Calcioscommesse, Ascoli deferito. Penalizzazione sicura! http://www.quelliche.net/articolo.php?id=000020

L'Ascoli è stato deferito alla Commissione disciplinare nazionale, per responsabilità oggettiva nell'inchiesta per il calcioscommesse. Ne ha dato notizia il Procuratore federale Stefano Palazzi. Deferiti anche i giocatori Vincenzo Sommese (foto) e Vittorio Micolucci, che hanno scontato un periodo di arresti domiciliari e sono accusati di illecito sportivo per il tentativo di alterazione dei risultati di alcune partite. La Commissione disciplinare dovrebbe riunirsi entro il 3 agosto prossimo. Per l'Ascoli è possibile una forte penalizzazione da scontare già all'inizio del campionato di serie B ma c'è chi ipotizza (il Corriere dello Sport nell'edizione di stamattina) una possibile retrocessione in Prima Divisione.

SOCIETA' - Due di serie A, Atalanta e Chievo, tre di serie B (Ascoli, Verona e Sassuolo), undici di Lega Pro, Alessandria, Cremonese, Benevento, Ravenna, Virtus Entella, Piacenza, Esperia Viareggio, Portogruaro, Taranto, Spezia e Reggiana, due della Lega Dilettanti, Cus Chieti e Pino Di Matteo, sono state deferite oggi alla Disciplinare dal Procuratore federale Stefano Palazzi nell'ambito del caso calcioscommesse.

RESPONSABILITÀ OGGETTIVA - È una accusa di responsabilità oggettiva quella che ha portato la Procura della Federcalcio al deferimento di Atalanta e Chievo, oltre che alla maggioranza degli altri 16 club coinvolti nell'inchiesta sul calcioscommesse. Di «responsabilità diretta» si parla - nelle 32 pagine del deferimento del procuratore Stefano Palazzi - solo per Ravenna ed Alessandria.

DEFERITI 26 TESSERATI - Oltre ai diciotto club - deferiti per responsabilità diretta, per responsabilità oggettiva o per responsabilità presunta a seconda dei casi - sono stati deferiti 26 tesserati per differenti violazioni: Erodiani, Paoloni, Parlato, Bellavista, Buffone, Bressan, Gervasoni, Micolucci, Signori, Sommese, Tuccella, Furlan, Bettarini, Fabbri, Gibellini, Santoni, Manfredini, Tisci, Doni, Deoma, Zaccanti, Veltroni, Rossi, Ciriello, Quadrini e Saverino.

DONI, ILLECITO SPORTIVO - Cristiano Doni è stato deferito per violazione dell'art. 7 del codice di giustizia sportiva, quello che parla di illecito sportivo, in relazione ad Atalanta-Piacenza. La procura della Federcalcio ha deferito per lo stesso motivo e per la stessa partita altre sette persone, e l'Atalanta per responsabilità oggettiva e per responsabilità presunta.

Luigi Zaini a Grottammare (non per sbaglio) http://www.quelliche.net/articolo.php?id=000022

Nel 1988 allena la Juventina (Terza categoria) del patron dell’Ascoli Roberto Benigni e sempre con l’Ascoli ha un legame particolare un pezzo della sua famiglia: suo fratello è Pietro, 36 presenze in bianconero tra gli anni Ottanta e Novanta. Lui è Luigi Zaini, voluto da Pino Aniello alla guida del Grottammare. Vive tra Ascoli e San Benedetto del Tronto, ha un curriculum pazzesco: vice di Tribuiani a Nereto, di Voltattorni alla Samb e di Favo a Giulianova, esperienze dirette con Imolese (Giovanissimi Nazionali), Pro Calcio, Jrvs Ascoli (responsabile settore giovanile), alla Samb nel 2004 (Giovanissimi Regionali: vittoria del campionato), poi all’Ascoli (Giovanissimi Nazionali)…lavora per il Parma (osservatore e camp estivi), svolge due stage negli Usa (“ho conosciuto tecnici competenti e preparati che guadagnano 100 dollari al mese”), infine le prime squadre di Avis Ripatransone (Seconda e Prima categoria con finali playoff), Cuprense, oggi il Grottammare. E pensare che diventa allenatore (quasi) per sbaglio: è il 1987, gioca in Terza categoria con la Bella Napoli, alla squadra serve un condottiero, prova, la veste di mister gli calza a pennello. Luigi Zaini da calciatore? Nulla a che spartire con Pietro: lui arriva a giocare in Promozione col San Marcello (il tecnico è Sergio Pulcini), poi Elettrocarbonium, a 20 anni un brutto infortunio lo “costringe” a mettersi a studiare da allenatore. Ma qui dimostra qualità fuori dal comune. L’Eccellenza? “E’ un campionato importante dove fondamentale sarà la scelta dei fuoriquota”. E veniamo all’obiettivo: “La società mi ha chiesto il massimo risultato possibile, un campionato senza acqua alla gola”.

PS: Pietro Zaini allena in Abruzzo una squadra di Seconda categoria, in quanto a carriera da allenatore stavolta è Luigi che batte il fratello tanto a zero.
 

Michele Fucili, Fossombrone nel cuore: ieri ds, oggi allenatore http://www.quelliche.net/articolo.php?id=000023

Vuole sfidare il detto latino ed essere profeta in patria. Vive a Fossombrone Michele Fucili (foto), 39 anni, sposato, due figli. Lavora in piscina e in palestra (ginnastica rieducativa). Nell’anno appena archiviato (e culminato con la retrocessione dalla serie D) del Fossombrone è stato direttore sportivo, ma anche…calciatore: una presenza in campo. Negli anni passati? Sempre col Fossombrone è responsabile del settore giovanile con esperienze da allenatore delle formazioni baby. Ora la “promozione” sulla panchina della prima squadra. “E’ stata una chiamata inaspettata - ammette - non pensavo di avere questo incarico. Con la società ci siamo seduti, abbiamo parlato, il progetto-Fossombrone deve poggiare sui giovani”. Confermati i vari Menconi, Sannipoli, Amadori, Fiori. “Per noi sarà un campionato molto difficile, ci sono squadre che sulla carta partono alla grande come Biagio Nazzaro e Montegranaro”. Nello staff di Fucili, Francesco Ferri, Omero Cicchini, il direttore sportivo è Roberto Boncompagni.

Vincenzo Morreale, il futuro del Montegranaro รจ "assicurato" http://www.quelliche.net/articolo.php?id=000024

Vive a Civitanova Marche, 44 anni, sposato con figli, lavora nel ramo assicurativo. “Perché ho una famiglia da mantenere, mi piacerebbe vivere di calcio, ma è un mondo aleatorio e almeno qui le provvigioni sono sicure”. E’ uno che ha testa sulle spalle Vincenzo Morreale (foto). Partiamo con una curiosità: a inizio anni Novanta gioca in C2 a Gubbio insieme a Marco Giampaolo. Non solo. Col tecnico del Cesena condivide la stanza: “Già allora si vedeva che aveva una marcia in più, che era un predestinato: noi alla sera uscivamo per andare a divertirci, lui restava in stanza a studiare schemi e metodi di allenamento”. Comincia a tirar calci nel settore giovanile della Castellarina di Mariano Ciccarelli (’77-’78), poi passa alla Civitanovese dove Gegè Di Giacomo lo fa debuttare a 17 anni in C1 (“Ancora me la ricordo la partita, era Civitanovese - Galatina”). Poi San Severino Marche, Tolentino, ancora Civitanovese, Gubbio. Ruolo? “Ero la classica ala destra, tutta corsa e volontà”. Uno con due polmoni così. Da giocatore vince due campionati e sempre con mister Venturini: a Tolentino e a Jesi. A 31 anni appende le scarpette al chiodo, “non avevo più stimoli, volevo fare l’allenatore”. E proprio da allenatore di gavetta ne macina tanta: Pulcini e Esordienti con Risorgimento e Vis Civitanova, poi il Tolentino (“Devo ringraziare Colotti e Ercoli che mi hanno dato la possibilità di allenare in un grande settore giovanile”). In cremisi due stagioni di Juniores e…4 partite in serie D al posto di Zannini. “Proprio in quel momento ho capito tante cose - ammette oggi - la prima è che non ero pronto per quelle categorie. Ho commesso più errori in quel mese che in tutti gli anni precedenti”. E con umiltà torna tra i giovani, lo fa a Macerata ma la società è quella squattrinata di Ulissi e allena un anno gratis. Poi c’è la chiamata in Promozione da parte del Porto Sant’Elpidio, “una società che a tecnici emergenti dà spesso la possibilità di lavorare”. Qui dimostra di saperci stare in panchina. In bacheca mette due stagioni da playoff con una finale di Coppa Italia (persa con la Cagliese). Ora il Montegranaro. “L’Eccellenza è un campionato professionale - confida - il primo obiettivo è mantenere la categoria con dignità ma non nascondo che ci vuole ambizione nella vita come nel calcio…e non ci poniamo limiti”.

Aldo Clementi, il bagnino con la missione di salvare la Vigor http://www.quelliche.net/articolo.php?id=000025

E’ stato confermato alla Vigor Senigallia dopo la trionfale stagione 2010-’11 culminata con la vittoria del campionato di Promozione. Per Aldo Clementi (foto), 45 anni, senigalliese doc e di professione bagnino, salvare la squadra è ora l’obiettivo minimo. Da giocatore svolge (quasi) tutta la sua carriera a Ostra Vetere, ruolo jolly difensivo. Poi arriva la passione per allenare: Esordienti dell’Ostra Vetere, Senigallia Calcio (Seconda categoria), Allievi della Vigor Senigallia, al primo anno in prima squadra va subito a segno: promozione in Eccellenza. “Quasi quasi mi spavento a sapere le squadre con cui mi dovrò confrontare - commenta emozionato - non sono un tipo spavaldo io, a me piace lavorare con i giovani, curare i dettagli…In città è tornato l’entusiasmo, dobbiamo essere bravi a farlo proseguire”. La società a Clementi ha chiesto il mantenimento della categoria: “Il nostro obiettivo è la salvezza, stiamo lavorando molto, l’Eccellenza è un torneo competitivo, dovremo superare anche quelle che sono le nostre reali possibilità. L’anno scorso abbiamo svolto un lavoro eccellente, abbiamo giocato bene e divertito il pubblico, l’augurio è quello di ripetersi”.